Comunali 2025 

Il centrodestra presenta il tandem Piciocchi candidato sindaco – Ilaria Cavo vice

Cavo: «Un ticket è più forte ed è bello se è maschio candidato sindaco e donna candidata vicesindaca. Io non ho sentito nel discorso programmatico che è stato fatto (da Silvia Salis n. d. r.) la parola donna». Piciocchi: « Non c’è nessuna contrapposizione, come si vuole credere, tra le opere, il sociale, le manutenzioni. Mia moglie sarebbe la sindaco migliore, ma dovete accontentarvi di me»

Si è tenuto al point di Pietro Piciocchi zeppo di attivisti, futuri candidati (tra cui Lorenzo Pellerano e Luca Rinaldi) e supporter, oltre a molti giornalisti, la presentazione del tandem tra l’attuale vicesindaco facente funzioni e la parlamentare di “Noi Moderati” ed ex assessore per 7 anni di due giunte Toti, Ilaria Cavo. Piciocchi è il candidato sindaco, Cavo, se vincerà il centrodestra, sarà vicesindaco. Come lei stessa ha spiegato, ai seggi non si potrà mettere la croce sul suo nome come su quello di Piciocchi (la candidatura del vicesindaco non è prevista dalle norme elettorali, si tratta di un accordo preventivo tra candidati e partiti), ma sarà capolista della lista civica “Orgoglio Genova” che porterà anche il nome di Marco Bucci, presente alla presentazione, in piedi, a fianco ai candidati.

«in tanti credono nel nostro progetto per Genova – ha detto Piciocchi -, una Genova che vuole essere più forte, più sicura, più accogliente, facendo cose importanti, alcune delle quali abbiamo già avviato e dobbiamo assolutamente portare a compimento e facendo anche cose nuove. Siamo qui con Ilaria e io sento di doverla ringraziare perché mi aiuta a costruire questa Genova più forte, più sicura e più accogliente insieme a tutti voi. Voglio dire qualcosa su Ilaria, soprattutto perché questa idea di Ilaria, intanto credo che sia un formato, se volete, inedito, questo ambo, questo tandem, questo ticket, chiamatelo un po’ come volete, ci presentiamo un candidato sindaco e una candidata vice che mi darà un grande aiuto e questo credo che sia anzitutto un gesto di realtà, di grande trasparenza nei confronti degli elettori. Siamo Pietro, siamo Ilaria, abbiamo il nostro progetto di città, ve lo racconteremo in maniera molto concreta nelle prossime settimane in una campagna che sarà bellissima in cui allargheremo le braccia a tutti coloro che si vorranno unire a noi. Poi Ilaria è donna e questo credo che sia un riconoscimento importantissimo al contributo enorme che tutte le donne stanno dando alla nostra coalizione, sono veramente tantissime, le vedrete poi quando presenterete le liste, persone che portano qualità, esperienza, contributi. Mi è dispiaciuto leggere che qualcuno abbia definito Ilaria una figurina, Ilaria non è una figurina, Ilaria è una persona che ha una grande esperienza amministrativa, sette anni di assessorato in regione, un’esperienza da parlamentare e noi abbiamo bisogno di questa esperienza perché non ci si può improvvisare nella guida di uno dei più importanti comuni italiani, la macchina amministrativa è una macchina molto complessa, bisogna conoscere. Poi ci sono alcuni aspetti umani, perché io credo di avere molti punti in comune con Ilaria, vedete io dopo sette anni e mezzo di esperienza amministrativa molto intensa potevo anche dire basta, il mio contributo l’ho dato e ogni tanto alcune persone, anche prima un giornalista mi ha chiesto ma chi te lo fa fare? La stessa domanda si potrebbe rivolgere a lei perché lei è una persona che in questo momento ha un incarico importante, un incarico prestigioso dove si batte a Roma per il futuro della nostra città e la stessa domanda, Ilaria che te lo fa fare? Dopo lo dirai, ce lo fa fare il bene, l’amore che vogliamo per questa città perché guardiamo i nostri giovani, guardo i miei figli, guardo il futuro di questa città, l’ho detto scusate se sono un po’ ossessivo su questo concetto ma chi nella vita ha ricevuto deve dare, chi nella vita ha ricevuto deve restituire, è un imperativo che sentiamo fortemente nella nostra coscienza, è un senso di responsabilità, noi siamo molto uniti su questo concetto e poi vorrei dire cinque parole che sono cinque linee di azione dell’amministrazione che in questi anni hanno visto un grande impegno da parte di Ilaria, formazione, scuola, sport, cultura e sociale, sono temi decisivi per il futuro di Genova, temi che saranno al centro dell’agenda politica della nostra Genova 2025-2030, formazione, pensiamo a che cosa è diventato il Salone di orientamenti, credo che lo abbia ideato tu, un format di grandissimo successo che aiuta i nostri giovani a trovare una strada, a scegliere il percorso formativo, pensiamo al lavoro importantissimo che dobbiamo fare nel rapporto tra la formazione, l’università, l’impresa, io sto girando tantissime aziende, intanto vorrei dire che mi dispiace ascoltare narrazioni di questa città che sono offensive delle aziende che abbiamo, la settimana scorsa sulle 24 ore ha riportato che Genova-Liguria ha un PIL che cresce il doppio della media nazionale, questi sono dati oggettivi, io mi sono rivisto ieri i dati della camera di commercio dal 2017 ad oggi, solo come addetti nelle aziende, come posti di lavoro delle aziende, lasciamo perdere gli altri comparti, abbiamo 20.000 posti di lavoro in più, questa era Genova, questi sono i dati, con questi dati dobbiamo misurarci, la scuola, la scuola è un altro tema importantissimo, abbiamo investito tantissime in questi anni e oggi pomeriggio ne vengono una riunione con le parti sindacali in tutto il mondo del terzo settore sulla disabilità, vi do solamente un numero, perché questo sarà un grande impegno, richiederò di darglielo, nel 2020 assistevamo e supportavamo 1.000 bimbi disabili nelle nostre scuole, siamo a 1.800 bimbi disabili nelle nostre scuole, abbiamo potenziato tutte le linee di intervento con un grande impegno finanziario e poi la cultura, io penso al lavoro che lei ha fatto su Carlo Felice che poi noi abbiamo proseguito, abbiamo preso un Carlo Felice che era in una situazione di dissesto finanziario, oggi è una fondazione che è cresciuta, che è solida, che è robusta, che ha risolto tutta una serie di problemi molto profondi e importanti che aveva ad esempio con il fisco, penso al teatro nazionale che è passato da un teatro di serie B al teatro nazionale con personaggi alla guida della levatura di David Livermore, produzioni che in tutto il mondo vengono apprezzate, il 25 aprile avremo anche il Presidente della Repubblica, facciamo un applauso al Presidente della Repubblica (invitato dall’Anpi n. d. r.) che viene nella nostra città e visiterà proprio il teatro nazionale. E poi il sociale, anche qui siamo passati da 21.000 utenti serviti a 32.000 utenti serviti, parliamo di disabili, parliamo di anziani, parliamo di minori in strutture residenziali e anche qui devo riconoscere il contributo che ha dato Ilaria con alcune misure molto importanti come il voucher per le badanti, il voucher per gli asili nido. Aggiungo anche l’impegno romano, cito solo due dossier perché parliamo un po’ di industria, del rilancio dell’industria nella nostra città, cito la Piaggio che finalmente si avvia ad una conclusione favorevole che sviluppa il nostro territorio, cito il tema di Cornigliano, delle ex aree Ilva, cito questi due dossier perché lei si è occupata direttamente di questi argomenti in Parlamento. Allora vedete quanta forza ci può dare questa unione, vedete quanta forza può dare al sindaco di Genova avere una vice sindaco che è operativa a Roma, che ci apra tutto quel mondo di relazioni, di conoscenze che poi è fondamentale perché una città come la nostra, che è una città che vuole esercitare un ruolo, che vuole essere forte, che vuole essere attrattiva, che vuole essere internazionale, a Roma deve avere un peso. Io sono quindi fermamente convinto che ci dovremmo fare un mazzo pazzesco, questo lo sappiamo, ma il lavoro non ci spaventa perché abbiamo passione, perché vogliamo bene alla nostra città. Quindi grazie Ilaria per aver accettato questa richiesta molto impegnativa».

«Beh, che cosa mi ha spinto? Mi avete spinto voi – ha detto Ilaria Cavo -. Io credo che questa immagine, vedervi qui in quella che doveva essere nata come una conferenza stampa e poi si è trasformato anche in un saluto conviviale ai nostri sostenitori, ma vedervi così, tanti, convinti, con questa energia, credo che sia la più grande risposta alla domanda che mi è stata fatta, insieme alla foto che abbiamo fatto prima tutti insieme. Io ringrazio Pietro per avermi fatto questa richiesta in maniera convinta, ringrazio il presidente Bucci che è qui con noi e ringrazio tutta la coalizione, tutti i partiti di coalizione, Matteo (Rosso, coordinatore di Fratelli d’Italia n. d, r.), Edoardo (Rixi, segretario della Lega ligure n. d. r.), non vorrei dimenticarvi qualcuno, ovviamente Giovanni, Carlo (Bagnasco, coordinatore di Forza Italia n. d. r.), tutti i responsabili delle nostre liste civiche, perché il senso di quella foto è che noi ci siamo, siamo tutti insieme, siamo una squadra. Questo è il primo concetto che credo debba passare oggi ed è a tutta questa squadra che ho risposto sì, ho risposto convintamente sì, perché non mi sono mai sottratta né all’impegno né alle responsabilità. So che l’impegno sarà tanto, dovremmo farci il mazzo, intanto un bel mazzo è qui, credo che sia di buon augurio e ringrazio Daniela che me l’ha donato, credo che sia questo il simbolo, anche il segno di come noi donne riusciamo a fare squadre in politica e vogliamo continuare a farlo. Io rappresento tutte loro e mi impegnerò anche per questo, anche perché sono donna, certo, non solo, ma un ticket è più forte ed è bello se è maschio candidato sindaco e donna candidata vicisindaca, donna. Ieri io non ho sentito nel discorso programmatico che è stato fatto la parola donna, non so se l’avete sentita voi, non credo di sbagliare a dire che non è stata pronunciata, io inizio da qui e la pronuncio con grande orgoglio, con grande convinzione, perché se sono qui, se ho accettato questo impegno è anche, non solo, ma anche per le donne. Pietro è per portare avanti il sostegno alle donne, il sostegno che meritano. Non credo, non condivido quello che ho letto, che alle donne bisogna togliere la cura, la cura dei figli, della famiglia e questo ruolo di cura. Le donne, noi donne siamo il fondamento della società, semmai dobbiamo aiutare il ruolo delle donne, dobbiamo farlo, banalmente, con quello che diceva Pietro prima, con tutta quell’assistenza di welfare di cui c’è bisogno e su cui dobbiamo andare avanti. Pietro citava i bonus asili nido, i bonus badanti, i bonus per le babysitter, i bonus per i centri estivi, sono soltanto alcuni esempi di quello che è stato introdotto, l’ho fatto quando ero assessore in Regione Liguria e mi occupavo di queste tematiche. Sapete quante domande siamo riusciti a soddisfare? Abbiamo finanziato, soltanto che su questo filone e per queste cose che ho detto, 96 milioni di euro, abbiamo risposto a oltre 96 mila domande, certo dei Liguri, ma il 50% hanno ricaduto su Genova, basta che facciate il conto e pensiamo a quanto è stato fatto. Questo lo dico perché? Perché su questo noi vogliamo sicuramente andare avanti e io penso di poter dare una mano al fianco di Pietro per andare avanti su questo filone. In una intervista, e mi fa piacere perché lui l’ha ripreso prima, quindi mi permetto di rifarlo anch’io, io ho usato il termine, siamo un po’ l’hardware e il software. Pietro si è occupato tanto di hardware, delle infrastrutture, dei grandi progetti, di tanta parte tecnica, io mi sono occupata molto di sociale, di scuola, di cultura, di capitale umano. Mi piacerebbe poterlo continuare a fare dando una mano anche in campagna elettorale, soprattutto in questa fase di campagna elettorale, approfondendo e continuando a tracciare su queste tematiche. Siamo complementari, lo ha detto, lo ribadisco anch’io, abbiamo anche lavorato tanto insieme in molti settori, pensiamo a quello della cultura, la gestione dei teatri, pensiamo a quando mi abbiamo messo in campo a livello finanziario, non era semplice, tutto rifacimento dei campi, dei campi sportivi».

Cavo ha continuato: «Sto facendo esempi di dettaglio per dire che cosa? Che tutto quello che abbiamo ascoltato finora non è già domani, per noi è l’altro ieri, perché tutte queste cose, tutto quello che hanno provato a dire o a insegnarci o a far finta che non sia successo, è successo, ho fatto soltanto alcuni esempi, potremmo anche dire che il Comune sta aprendo 5 asili nido, che questo è il Comune con il 60% di dipendenti donne e con più di un migliaio di nuove assunzioni, forse addirittura di più in questi anni. Possiamo andare avanti, abbiamo sentito dire che i giovani devono essere un’opportunità e non devono essere vissuti come un problema, io sfido chiunque a pensare che li abbiamo mai vissuti come un problema, Pietro citava prima per esempio il Salone Orientamenti, sappiamo tutti di che cosa stiamo parlando, quanto è cresciuto e che grande evento è diventato per la città. La riforma della formazione professionale è un concetto solo, che i corsi che noi avevamo editato e che erano sostanzialmente finalizzati a un sistema chiuso, sono diventati corsi che venivano sostenuti e finanziati dal pubblico solo con un obbligo e un vincolo di assunzioni. Questo ha cambiato completamente l’esito, ha dato occupazione concreta ai ragazzi e su questo, che è vero, ha diverse competenze, ma su cui anche la competenza comunale può fare, dobbiamo andare avanti perché noi nei giovani crediamo, crediamo che siano un’opportunità, che devono continuare a essere orientati, dobbiamo continuare a credere in un sistema ITS che in questa città si era forzato quando allora nessuno neanche sapeva che cosa fossero le ITS Academy. Andiamo avanti con gli esempi del fatto che non è già domani, ma è davvero per noi l’altro ieri, questo non significa, spero che lo capiate dal mio discorso, che non vogliamo o che pensiamo che sia fatto, vuol dire che vogliamo continuare a farlo, vuol dire che vogliamo continuare a impegnarci in una città che sicuramente è in trasformazione e questa trasformazione deve andare avanti. Noi vogliamo che vada avanti, vogliamo che vada avanti declinando questi concetti che sono ampi, che ovviamente poi andremo a dettagliare, ma che sono appunto quello di una Genova più a sempre, ancora più accogliente, ancora più sicura, perdonatemi sicura, non soltanto certo anche in termini di sicurezza, ma sicura di se stessa, sicura della sua storia, sicura di quello che ha fatto in termini culturali, non ci ritorno perché Pietro è stato molto chiaro, ma figuratevi se qui non è stata fatta cultura, siamo riusciti a sbloccare e a portare a riconoscimento nazionale i nostri più grandi hub culturali e su questo ovviamente vogliamo e possiamo andare avanti tutti insieme. Abbiamo sentito parlare di emergenza abitativa, quante volte ho sentito Pietro parlare di questo tema, della necessità di mettere a disposizione le case, quelle che sono sfitte, ma soprattutto di dare la possibilità a chi non riesce di pagare l’affitto. Io voglio soltanto precisare, forse qualcuno non se n’è accorto, che è stato fatto un emendamento in finanziaria per ritornare e riavere il fondo che non c’era più dell’amorosità incolpevole. Quell’emendamento che è stato fatto e firmato da me e da un parlamentare della Lega è poi andato avanti con un emendamento relatore e quel fondo è stato ripristinato. È questo che intendo quando dico che noi le cose le abbiamo fatte, le vogliamo continuare a fare, non pensiamo al già domani, pensiamo a continuare un percorso, a fare ancora un passo avanti per la nostra città, questo è quello in cui noi crediamo. Ancora un passo avanti, scusate prendo un po’ il mio slogan che era quello delle regionali ma non è questo chiaramente il senso. Vogliamo davvero che Genova vada avanti, che porti avanti la sua trasformazione e che Genova non torni indietro. La mia, la nostra Genova non può tornare indietro e questa è la sfida di tutti, la mia in parte a fianco a Pietro, ma di tutti voi, perché dobbiamo continuare in un percorso tracciato, migliorando ancora, rendendo Genova ancora più attrattiva, ancora più forte anche dal punto di vista economico, dal punto di vista del tessuto delle reti e delle reti anche umane, delle reti sociali. Quando dicevo hardware e software, noi crediamo nelle infrastrutture e siamo una coalizione che nelle infrastrutture ci crede senza se e senza ma. Diciamo sì allo Skymetro, diciamo sì a tutti i progetti che sono stati portati avanti, abbiamo qui anche il vice-ministro e su questo non abbiamo nessun dubbio».

«Noi siamo compatti su tutti i temi – ha aggiunto la parlamentare -, ci troviamo di fronte a una coalizione che questa compattezza chiaramente non l’ha, crediamo nelle infrastrutture ma anche nelle infrastrutture sociali, nelle infrastrutture umane, nelle infrastrutture culturali, questo è quello che vogliamo portare avanti. Di fronte a chi ha detto, perdonatemi, “la figurina”, l’operazione, la donna a fianco soltanto per fare un’operazione elettorale, mi conoscete, ci conosciamo, credo che quello che sto dicendo sia la risposta a un po’ di commenti che sono arrivati, ma quello che ci tengo di più a sottolineare è che dall’altra parte la forza di dire chi sarà il vice-sindaco continua a non averla e guardate che non è diciamo secondario, non perché io avessi o abbia necessità di una carica ovviamente, un ruolo da parlamentare che mi onora a Roma, ma perché dire chi sarà il sindaco già con una compattezza di coalizione che dice chi sarà il vice-sindaco, è una grande operazione di trasparenza nei confronti degli elettori, non può essere vissuta come un segnale di debolezza, la debolezza semmai è un’altra, è quella di chi non lo può dire chi sarà il vice-sindaco, ci dice che noi non siamo negli Stati Uniti, hanno fatto un’americanata e poi vengono a dire a noi che forse abbiamo scambiato Genova con gli Stati Uniti. Pietro, tutti noi, io, non abbiamo assolutamente scambiato Genova con gli Stati Uniti, ma abbiamo fatto un’operazione di trasparenza che il vice-sindaco si chiamasse Ilario con qualunque altro nome o con qualunque altro cognome, dall’altra parte non riescono a farlo perché dire chi è il vice-sindaco significa dire che modello di città ci portano, io vorrei saperlo, se il vice-sindaco sarà un 5 Stelle come qualcuno va dicendo o sarà un esponente del PD o sarà qualcuno di Italia Vivo di azione, perché da chi sarà il vice-sindaco dipende il modello che ci propongono, ci vengono a proporre un modello liberale, cosa che mi sembra molto difficile da quello che leggiamo, o ci vengono a proporre un reddito di cittadinanza al pesto, perché questo significa dire quale sarà il ticket e noi lo chiediamo e mi auguro che non continuino a rispondere dicendo che siamo noi che stiamo sbagliando a proporlo, ma che abbiano la forza di proporlo loro, così come auguro che ci sia un confronto, una dialettica da parte diciamo di Pietro con chi lo sta sfidando, penso che sia assolutamente inevitabile, opportuno e mi auguro che tutto questo possa mettere in luce le differenze, le differenze di modelli, le differenze di impostazione, le differenze del modo di essere, io e Pietro siamo due persone concrete, oltre che posso dirlo due amici, due persone che vogliono lavorare insieme, che mettono a disposizione concretezza, semplicità, permettetemi di dirlo visto quello che ho letto oggi, anche un po’ di piglio, perché un po’ di piglio ci vuole e ci sono e devo dire che sono anche qui a fianco al nostro Presidente, concretezza, un po’ anche di così, modo di fare spontaneo, un po’ di spontaneità e con questa forza, con quello che siamo, con le persone che siamo, con la squadra che siamo, con i nostri partiti, con le nostre liste civiche vogliamo davvero dare ancora speranza e futuro a Genova. Faccio solo una precisazione, credo che sia doverosa, io avrei anche potuto correre e dire faccio ticket con Pietro, facciamo questa campagna elettorale diciamo dividendoci un po’ anche gli impegni di una campagna elettorale, la comunicazione di una campagna elettorale e poi dopo se si vince ci sarà un ruolo amministrativo ma ho scelto proprio perché lo sapete che il ticket non è votabile, voi andate e votate e ditelo a tutti, passate questi 70 giorni che sembrano tantissimi e non lo sono a dire di mettere la X su Pietro Picciotti Sindaco, fate questo, io mi metto in gioco perché mi candido, vado a prendere le preferenze, la X sul mio nome non può essere messa, avrò bisogno di tanti amici che scrivano il mio cognome e ringrazio perché stiamo costruendo un bellissimo rapporto insieme, la lista che sarà la lista in cui io farò la capolista senza automatismi, capolista semplicemente sia un ruolo un po’ più diciamo rappresentativo ma di una squadra che è diventata già una famiglia, quindi ringrazio per il percorso che stiamo facendo, orgoglio Genova, Bucci il nostro presidente che avrà il suo nome su quel simbolo e noi moderati, il mio partito che mi ha ovviamente permesso tutto questo, che rappresenterò chiaramente anche in questa corsa e tutti insieme unendo forze, uno spirito civico importante e il rispetto di questo spirito civico, io credo che si potrà fare un grande risultato, fare un po’ di differenza e farla io penso e spero anche un po’ insieme, un grande in bocca al lupo a Pietro e grazie a tutti voi per il grande accanto e la grande convenzione che avete dimostrato».

«Allora, noi siamo così, noi siamo uniti, noi siamo coesi, guardate che è un valore impagabile, ma pensate che cosa significa – ha proseguito Piciocchi -. Di fronte alle sfide enormi che questa città ha davanti, per cui non possiamo perdere, lo dicevo prima, un minuto, avere un comune che abbia la stessa visione di una regione, che abbia la stessa visione di un governo, è una congiuntura astrale troppo importante, troppo importante e questo ditelo, fatelo capire alle persone, perché ci dà un valore aggiunto, una confidenza, una velocità nelle scelte, nella circolazione delle informazioni che è fondamentale, che è veramente fondamentale. Quindi io ringrazio tutti per il lavoro che state facendo, per la serietà che state dimostrando, per il senso di responsabilità che ci porterà a fare grande questa città più sicura, più accogliente, più forte»

«Mi sono dimenticata di salutare la persona per me, una delle persone, insieme al mio compagno che è qui, più importanti, che è la mia mamma che è lì e quando Pietro me l’ha chiesto, oltre a confrontarmi con Francesco, sono andata a pranzo dalla mamma e mi ha guardato negli occhi e mi ha detto, tanto lo so che lo farai e ha cominciato a servire tavola. Grazie mamma» ha aggiunto Cavo

«Allora io saluto mia sorella che è qui e saluto mia moglie che non è qui ma che è sempre il fondamento di tutto. Mia moglie sarebbe la sindaco – sindaca, sindaco, fate un po’ come volete – migliore, ma dovete accontentarvi di me».

«Se ne vogliamo parlare in continuità – ha detto il conduttore della presentazione, Franco Nativo -, sarebbe davvero un delitto abbandonare tutto quello che avete fatto fino adesso e che avete ancora intenzione di portare avanti»

«Ma certo, ma non scherziamo, ma non scherziamo neanche per un minuto, ma questa è una città che sta cambiando, che si sta trasformando, non c’è nessuna contrapposizione tra le opere e il sociale . ha sostenuto Piciocchi -. Non c’è nessuna contrapposizione, come si vuole credere, tra le opere, tra il sociale, tra le manutenzioni. Andiamo avanti convintamente e poi io spero che prima o poi possa confrontarmi. Scusate, è tre settimane che lo sto chiedendo, è tre settimane, è tre settimane. Siccome parlano dell’ascolto e ci dicono che noi non ascoltiamo, che noi non sappiamo dialogare, bene, che rispetto dimostriamo ai nostri elettori dicendo che non siamo interessati al confronto, che non vogliamo il confronto. Certo, perché a quel punto dovremmo fare alcune domande, dovremmo dire, ma voi che cosa ne pensate, ad esempio, di un termo valorizzatore? Il sindaco quartieri a Roma è il più grande sostenitore del termo valorizzatore. Bene, la Regione con noi ha avviato un percorso importantissimo, Amiu dovrà essere nella partita, abbiamo preso una delibera importantissima. Allora, non è che si può parlare di riduzione della Tari su cui hanno delle responsabilità enormi, enormi, poi però tutte le volte che si dice, bene, cosa vuoi fare? Vedremo, ci confronteremo, ne parleremo, non è questo rispetto per gli elettori. E poi chiederemo cosa vorranno fare, dicendo di no, alla Val Bisagno, allo SkyMetro. Io ho sentito parlare della ferrovia, ma per favore, non abbiamo l’anello al naso, ma noi abbiamo studiato tutte le alternative trasportistiche, abbiamo fior di documenti, abbiamo fatto un lavoro enorme con il Ministero. Quindi qualcuno si prende la responsabilità di restituire i 400 milioni di euro a Roma per risolvere le criticità del Val Bisagno. E ancora, ho sentito parlare di tariffe più eque. Bene, diteci che cosa volete fare con la gratuità nel trasporto pubblico, volete eliminare la gratuità per gli over 70, per gli under 14? Diteci che cosa volete fare, perché è così che si fanno le campagne elettorali».


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